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Nel novembre 1996, il governo croato revocò la licenza di trasmissione dell’emittente radiofonica indipendente Radio 101, scatenando una massiccia protesta spontanea a Zagabria. Oltre 100.000 persone si radunarono in piazza Ban Jelačić e il governo annullò la sua decisione entro 18 ore. La licenza della stazione fu successivamente rinnovata per cinque anni, segnando una vittoria completa per i manifestanti.

Contesto

Radio 101 trasmetteva da Zagabria dal 1984 come emittente indipendente critica nei confronti del governo, trasmettendo musica rock anche sotto il regime comunista. Il 20 novembre 1996, il Consiglio delle Comunicazioni, dominato dal partito del presidente Franjo Tudjman, revocò la licenza di Radio 101 per riassegnare la sua frequenza a una stazione meno critica, Radio Globus 101. Il governo addusse ragioni finanziarie, ma la mossa fu ampiamente interpretata come censura politica. I croati consideravano Radio 101 un simbolo di libertà e democrazia, e la chiusura fu percepita come una minaccia alla libertà di stampa.

Cosa accadde

A mezzogiorno del 20 novembre 1996, il governo revocò la licenza di Radio 101 e la stazione annunciò la decisione in onda. [source: nv-database] Nel giro di poche ore, le linee telefoniche furono sommerse da messaggi di sostegno e le persone si radunarono spontaneamente fuori dalla stazione in piazza Ban Jelačić. [source: nv-database] Entro sera, la folla crebbe fino a oltre 100.000 persone, con alcune stime che raggiunsero le 150.000, rendendolo il più grande raduno nonviolento in Croazia dall’indipendenza nel 1991 [source: nv-database]. I manifestanti portavano cartelli con slogan come “Amiamo la droga, il sesso e il rock and roll”, tenevano candele in una veglia e trasmettevano Radio 101 da dispositivi portatili. [source: nv-database] I tassisti causarono un ingorgo stradale, suonando il clacson in segno di sostegno. [source: nv-database] I Bad Blue Boys organizzarono una manifestazione separata in una piazza adiacente, portando altre 6.000 persone. [source: nv-database] L’ambasciatore statunitense [source: nv-database] Peter Gabraith partecipò e riferì al Dipartimento di Stato [source: nv-database] degli Stati Uniti, che fece pressioni sul presidente Tudjman, insieme all’Unione Europea, affinché annullasse la decisione [source: nv-database]. Nonostante la mancanza di un permesso, la polizia aveva l’ordine di evitare la violenza e non furono segnalati episodi di violenza. [source: nv-database] A tarda sera del 20 novembre o all’inizio del 21 novembre, i funzionari iniziarono a denunciare pubblicamente la decisione su Radio 101. [source: nv-database] Il Consiglio delle Comunicazioni tenne una riunione pubblica d’emergenza, durante la quale furono dibattuti gli argomenti a favore e contro la chiusura. [source: nv-database] Nino Pavic, proprietario della stazione che avrebbe dovuto rilevare la frequenza di Radio 101, annunciò di preferire non prendere la frequenza. [source: nv-database] Il Consiglio annullò la sua decisione, concedendo a Radio 101 un rinnovo temporaneo della licenza. [source: nv-database] Lo staff annunciò la vittoria in onda e i manifestanti si dispersero pacificamente [source: nv-database]. Entro un anno, il contratto di Radio 101 fu rinnovato per cinque anni, raggiungendo tutti gli obiettivi [source: nv-database].

Persone e organizzazioni chiave

  • Radio 101
  • Partito Contadino Croato
  • Bad Blue Boys
  • Peter Gabraith
  • Dipartimento di Stato degli Stati Uniti
  • Nino Pavic
  • Presidente Franjo Tudjman
  • Consiglio delle Comunicazioni

Tattiche utilizzate

La campagna si basò su un’assemblea di massa spontanea, manifestazioni simboliche (candele, striscioni, musica) e l’ostruzione del traffico per creare una dimostrazione visibile e unitaria di sostegno pubblico. La pressione internazionale da parte degli Stati Uniti e dell’UE amplificò la protesta interna, costringendo il governo ad annullare la sua decisione. [source: nv-database]

Risultato

Verdetto: vinto.

Il governo annullò l’ordine di chiusura entro 18 ore, concedendo inizialmente un rinnovo temporaneo, e entro un anno lo estese a un contratto quinquennale. La campagna raggiunse tutti i suoi obiettivi, dimostrando il potere della mobilitazione di massa spontanea e della solidarietà internazionale nella difesa della libertà di stampa. [source: nv-database]

Lezioni apprese

  • Una protesta spontanea e su larga scala può invertire rapidamente le decisioni del governo quando si aggancia a profondi simboli culturali di libertà.
  • La pressione diplomatica internazionale può essere un potente complemento all’azione nonviolenta interna.
  • Il dibattito pubblico e la copertura mediatica possono ulteriormente galvanizzare il sostegno e dividere le file dell’avversario.

Fonti


Disclaimer: Incluso come esempio didattico di arte della campagna, non come approvazione.

Fonti e verifica

  • nv-database — grounding: primary — license: link-only
  • Riscritto: 2026-06-25 tramite worker_casestudies_v2.py


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