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Nel dicembre 2010, l’artista di strada italiano Blu fu incaricato di dipingere un murale al Los Angeles Museum of Contemporary Art (MOCA) per la mostra “Art in the Streets”. Il direttore del MOCA Jeffrey Deitch ordinò che il murale fosse imbiancato nel giro di poche ore perché raffigurava bare ricoperte di banconote da un dollaro, che egli ritenne inappropriato vicino a un ospedale per veterani e a un monumento ai caduti. In risposta, una coalizione di artisti e veterani organizzò proteste di guerriglia, tra cui graffiti laser, funerali finti e poster incollati, formando infine il gruppo LA RAW per continuare a opporsi alla censura e al militarismo. La campagna riuscì a sensibilizzare l’opinione pubblica e a sostenere Blu, ma non cambiò le politiche di censura del MOCA [source: nv-database].

Tattiche utilizzate

Contesto

L’artista di strada italiano Blu fu incaricato dal direttore del MOCA Jeffrey Deitch di dipingere un murale sull’edificio Geffen Contemporary per la prossima mostra “Art in the Streets”. Blu creò una scena di bare ricoperte di banconote da un dollaro per esprimere sentimenti antimilitaristi, ma Deitch ordinò che il murale fosse imbiancato nel giro di poche ore, sostenendo che fosse inappropriato perché il muro si affaccia su un ospedale per veterani e un monumento ai caduti. I giornalisti scoprirono in seguito che né la direzione dell’ospedale per veterani né il Go For Broke Education Center avevano presentato reclami formali al MOCA [source: nv-database].

Cosa è successo

L’8 dicembre 2010, Blu iniziò a dipingere il murale, ma Deitch ne ordinò la rimozione nel giro di poche ore, e fu completamente imbiancato entro il 9 dicembre [source: nv-database]. Il MOCA invitò Blu a dipingere un altro murale, ma egli rifiutò in segno di protesta contro la censura [source: nv-database]. Il 16 dicembre, LA Anonymous creò un poster incollato esposto vicino al MOCA, e l’immagine divenne virale dopo che il LA Times la pubblicò [source: nv-database]. Il 3 gennaio 2011, circa venti artisti di strada e veterani di guerra si riunirono nel parcheggio del Geffen Contemporary del MOCA per una performance di protesta di guerriglia, proiettando graffiti laser sul muro imbiancato utilizzando un dispositivo creato da Todd Moyer, culminando con la proiezione del murale di Blu e della parola “censorship” in rosso [source: nv-database]. I manifestanti distribuirono anche modellini fatti a mano della bara di Blu con banconote da un dollaro [source: nv-database]. Il 10 gennaio, molti partecipanti formarono il gruppo LA RAW, concentrandosi sulla libertà di espressione e sull’opposizione al militarismo e alla guerra [source: nv-database]. LA RAW distribuì “preservativi Deitch” con la frase “Don’t Be Blu, Practice Safe Art” per simboleggiare la censura [source: nv-database]. Il 20 gennaio, LA RAW protestò contro la rimozione del video di David Wojnarowicz da parte del Segretario dello Smithsonian Wayne Clough, tenendo un finto funerale per la libertà di espressione [source: nv-database]. Il 6 aprile, LA RAW creò un poster incollato con la scritta “Broadum and Deitchy: Safest Show on Earth” e dipinse il murale di Blu su un furgone [source: nv-database]. Quando la mostra “Art in the Streets” aprì il 16 aprile, LA RAW protestò con un teatro di guerriglia, imbiancandosi a vicenda con la vernice, srotolando uno striscione con la scritta “One Nation Under Deitch” e tenendo un finto funerale per il murale di Blu [source: nv-database].

Persone e organizzazioni chiave

  • Blu
  • LA RAW
  • Leo Limon
  • Joey Krebs
  • Carol Wells
  • Todd Moyer
  • John Carr
  • LA Anonymous
  • Sonali Kolhatkar
  • Jeffrey Deitch
  • Los Angeles Museum of Contemporary Art (MOCA)

Risultato

Verdetto: parziale.

I manifestanti raggiunsero i loro obiettivi di sostenere Blu, mantenere viva la conversazione, difendere la libertà di espressione ed esprimere opposizione al militarismo e alla guerra. Tuttavia, non riuscirono a far cambiare al MOCA o a Deitch le politiche museali sulla censura, ottenendo un risultato parziale [source: nv-database].

Lezioni

  • Il teatro di guerriglia e le azioni simboliche possono generare una significativa attenzione mediatica e simpatia pubblica per le questioni di libertà di espressione.
  • Formare un gruppo dedicato (come LA RAW) può sostenere una campagna oltre un singolo evento di protesta.
  • Collegare la censura locale a questioni nazionali (ad esempio, il caso dello Smithsonian) può ampliare la rilevanza e il sostegno alla campagna.

Fonti


Disclaimer: Incluso come esempio didattico di abilità nella campagna, non come approvazione.

Fonti e verifica

  • nv-database — fondamento: primario — licenza: solo-link
  • Riscritto: 2026-06-25 tramite worker_casestudies_v2.py

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